Per la prima volta si potrà cumulare previdenza obbligatoria e complementare per raggiungere un assegno pensionistico pari a tre volte il minimo, riuscendo ad anticipare la pensione a 64 anni. Il testo della manovra approderà in aula giovedì mattina alle 8 e in tarda mattinata sarà posta la fiducia che sarà votata venerdì. Discussione, dichiarazioni di voto e voto finale ci saranno entro venerdì in tarda serata. Il via libera definitivo del Senato è destinato ad arrivare dopo Natale

La commissione bilancio della Camera ha concluso nella notte l’esame degli emendamenti alla legge di bilancio 2025 e ha conferito il mandato aiIl testo della manovra approderà in aula giovedì mattina alle 8 e in tarda mattinata sarà posta la fiducia che sarà votata venerdì. Discussione, dichiarazioni di voto e voto finale ci saranno entro venerdì in tarda serata. Il via libera definitivo del Senato è destinato ad arrivare dopo Natale. relatori a riferire in Aula. La maratona notturna è servita alla fine a licenziare il testo dopo l’esame di centinaia di emendamenti, che hanno continuano a cambiare e ad arrivare ai deputati sotto forma di riformulazioni, tra le proteste delle opposizioni, che hanno lamentato il troppo poco tempo concesso per l’esame.
Buona ultima, si è affacciata alla Sala del Mappamondo la versione finale della regola sui controllori del Mef nelle aziende e negli enti destinatari di contributi pubblici. Contestatissima soprattutto da Forza Italia, che fino all’ultimo ne ha chiesto lo stralcio, la formula definitiva attenua molto la portata dei nuovi controlli. Si cancella del tutto la previsione che revisori del Mef finiscano nei collegi sindacali o di controllo di chi riceve contributi pubblici, e ci si limita a chiedere agli organi di controllo già esistenti, quando il contributo è superiore a 100mila euro, di «accertare che l’utilizzo dei contributi sia avvenuto nel rispetto delle finalità per i quali i medesimi sono stati concessi». Questa verifica deve sfociare in una relazione annuale da inviare al Mef.
Ha impiegato parecchio tempo a trovare pace anche il testo sull’aumento delle buste paga dei ministri e sottosegretari non parlamentari, accoppiato nello stesso emendamento. alla norma “anti-Renzi” che frena gli incarichi extra-Ue di componenti del Governo, deputati, senatori e presidenti di Regione. Sul primo fronte tramonta lo stop all’equiparazione dei compensi dei ministri non parlamentari a quelli dei colleghi eletti, e prevede solo il «diritto al rimborso delle spese di trasferta per l’espletamento delle proprie funzioni». La barriera agli incarichi esterni invece si fa più solida, bloccando anche le consulenze intermediate da persone fisiche o società residenti nella Ue. In pratica, scompare la possibilità di aggiramento tramite attribuzione dell’incarico a una società italiana che poi si sarebbe avvalsa dell’opera del diretto interessato. Gli incarichi, previa autorizzazione dell’organismo di appartenenza, saranno possibili per compensi solo fino a 100mila euro, ma non per i componenti del Governo. Il testo finale esclude dallo stop i parlamentari eletti all’estero:
Cambia il quadro finanziario del Ponte sullo Stretto di Messina, che vede salire il conto poco sopra i 12 miliardi e riceverà 3,882 miliardi dal Fondo di sviluppo e coesione, invece dei 2,318 miliardi previsti fin qui, alleggerendo il peso a carico del bilancio statale. altri 1,096 miliardi finiscono a Ferrovie per il fabbisogno finanziario delle opere Pnrr e 1,334 miliardi irrobustiscono il contratto di programma di Rfi. Un miliardo in più va alla Tav Torino-Lione.Altri 708 milioni vanno al piano nazionale per le infrastrutture idriche.
Per i lavoratori “interamente contributivi” sarà possibile accedere al canale di pensionamento anticipato con almeno 64 anni di età grazie a un “ponte” con la previdenza integrativa. Allo stesso tempo però la soglia di contributi richiesti salirà, dal primo gennaio, da 20 anni a 25 per poi lievitare ulteriormente a 30 anni di versamenti dal 2o30.
Ok alla riduzione dell’Ires di 4 punti per le imprese che accantonano almeno l’80% degli utili dell’esercizio 2024, e ne reinvestono in azienda almeno il 30%, e comunque una quota non inferiore al 24% degli utili dell’esercizio 2023. Lo prevede un emendamento riformulato approvato dalla commissione Bilancio. Gli investimenti non devono essere inferiori a 20.000 euro e le aziende dovranno assumere a tempo indeterminato l’1% di lavoratori in più.
Bonus per l’acquisto di elettrodomestici di elevata efficienza energetica non inferiore alla nuova classe B, prodotti in Europa, con contestuale smaltimento del vecchio. Una proposta approvata stanzia una dotazione di 50 mln per la misura, fino ad esaurimento delle risorse. Il contributo dovrà essere non superiore al 30% del costo dell’elettrodomestico e comunque di un massimo di 100 euro, elevato fino a 200 euro per le famiglie con Isee entro 25.000.
Dietrofront sulla stretta fiscale su Bitcoin e simili. In base ad un emendamento approvato in commissione Bilancio l’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze e sugli altri redditi delle criptovalute resta al 26 % nel 2025 e sale al 33% nel 2026, contro il rialzo al 42% inizialmente indicato nello schema del governo
La web tax torna ad essere applicata solo alle grandi società. In base ad un’altra modifica approvata la web tax sarà pagata dalle imprese che realizzano ricavi da servizi digitali, ovunque realizzati, non inferiori a 750 mln l’anno. Nella versione iniziale della legge di Bilancio del governo si prevedeva invece l’estensione della web tax alle pmi
Sale da 30mila a 35mila euro la soglia di sbarramento di ingresso alla Flat Tax per dipendenti e pensionati. Con un emendamento fatto proprio dal governo viene fissato a 35mila euro il limite di reddito da lavoro dipendente o da pensione oltre il quale non è possibile accedere alla tassa piatta del 15% o 5% per nuove attività
Arrivano quattrocento milioni di euro in due anni al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che serviranno anche per ripristinare le risorse del fondo Automotive. Le risorse sono contenute in un emendamento dei relatori che modifica lo stato di previsione del Mimit nell’ambito della missione 11, “competitività e sviluppo delle imprese, programma 13 – Politiche industriali, per la competitività, il Made in Italy e gestione delle crisi d’impresa”. La modifica aggiunge 200 milioni per il 2026 e 200 milioni per il 2027. Risorse che, precisano fonti del Mimit, andranno al fondo Automotive, per ripristinare i tagli previsti in manovra.
Cambiano anche le proroghe delle concessioni per la distribuzione dell’energia elettrica. I concessionari potranno presentare i Piani economico finanziari che, una volta approvati, determineranno la rimodulazione della durata delle concessioni, che non potrà allungarsi per oltre 20 anni. La fissazione degli oneri a carico dei concessionari è affidata a un decreto e le maggiori entrate saranno destinate prioritariamente al taglio delle bollette domestiche e delle imprese.
Licenziare la legge di bilancio 2025 entro Natale sembra sempre più improbabile, tanto che il Senato si prepara a lavorare il 27 e 28 dicembre.

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