
Con l’art. 15 rubricato Affrancamento straordinario delle riserve si riaprono, in via straordinaria, i termini per l’affrancamento dei saldi attivi di rivalutazione non affrancati e delle riserve in sospensione di imposta ancora sussistenti nel bilancio dell’esercizio in corso al 31.12.2023, che residuano al termine dell’esercizio in corso al 31.12.2024, previo il pagamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP del 10%.
Secondo la norma in bozza, l’imposta sostitutiva è liquidata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2024 ed è versata in quattro rate annuali di pari importo a partire dalla data di scadenza del termine di versamento a saldo delle imposte relative al medesimo periodo d’imposta.
Pertanto, l’affrancamento si perfeziona con la presentazione della dichiarazione dei redditi contenente i dati e gli elementi per la determinazione del relativo tributo.
La norma, ancora provvisoria, consente di affrancare le riserve in sospensione d’imposta con il pagamento dilazionato senza interessi, e ciò potrebbe costituire un incentivo determinante per i contribuenti ai fini della scelta.
Come chiarito dalla Agenzia delle entrate in vari documenti di prassi, l’importo da assoggettare a imposta è quello netto della riserva come risultante dal bilancio.
Le disposizioni attuative dell’affrancamento saranno dettate con un decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della norma.
1. Oggetto della norma
- Con l’articolo 15, denominato “Affrancamento straordinario delle riserve”, viene data la possibilità, in via straordinaria, di regolarizzare:
- Saldi attivi di rivalutazione non ancora affrancati.
- Riserve in sospensione d’imposta ancora presenti nel bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2023.
- Questa opportunità riguarda le riserve che residueranno al termine dell’esercizio al 31 dicembre 2024.
2. Modalità di affrancamento
- Per regolarizzare tali riserve, è previsto il pagamento di un’imposta sostitutiva:
- Pari al 10% del valore netto delle riserve come risultante dal bilancio.
- Questa imposta sostituisce le normali imposte sui redditi e l’IRAP.
3. Scadenze e pagamento
- L’imposta sostitutiva viene:
- Calcolata nella dichiarazione dei redditi relativa all’esercizio in corso al 31 dicembre 2024.
- Versata in 4 rate annuali di pari importo, senza interessi.
- La prima rata deve essere pagata a partire dalla scadenza del versamento a saldo delle imposte relative al medesimo esercizio.
4. Perfezionamento dell’affrancamento
- L’affrancamento si considera perfezionato nel momento in cui:
- Si presenta la dichiarazione dei redditi contenente i dati e gli elementi necessari per calcolare e dichiarare l’imposta sostitutiva.
5. Incentivo per i contribuenti
- La norma (ancora provvisoria) offre due vantaggi principali:
- Pagamento dilazionato: L’imposta può essere suddivisa in rate senza interessi.
- Convenienza fiscale: La possibilità di regolarizzare a un’aliquota sostitutiva del 10%, inferiore rispetto alle normali aliquote IRPEF o IRES.
6. Importo imponibile
- Secondo l’Agenzia delle Entrate, l’importo soggetto a imposta è il valore netto della riserva, come riportato nel bilancio.
7. Disposizioni attuative
- Le regole operative dell’affrancamento saranno stabilite da un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, che sarà emanato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della norma.
Obiettivo della norma
L’obiettivo principale è offrire ai contribuenti un’opportunità per regolarizzare riserve e saldi attivi con costi contenuti e pagamento agevolato. Questo potrebbe rappresentare un’opportunità interessante, soprattutto per chi vuole evitare future contestazioni fiscali.

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